1.2.10

Giampietro Marchese e Lucio Tiozzo verso il terzo mandato alla regione Veneto

la Nuova di Venezia — 01 febbraio 2010

Marchese e Tiozzo verso la deroga

«A norma di statuto, l’organismo deputato ad approvare le liste e a concedere le deroghe è il direttivo regionale - conferma il coordinatore del Pd veneziano Gabriele Scaramuzza - noi abbiamo deciso di lasciare ancora tutta la settimana ai circoli per indicare le candidature e suggerire i contenuti programmatici. Dopodiché, a metà della prossima settimana convocheremo i rappresentanti delle aree e lunedì 8, nel corso del direttivo provinciale raccoglieremo il lavoro dei circoli, arrivando così a comporre la lista che verrà approvata il dodici, ovvero in tempo utile per il direttivo».
Ad aprire il pertugio per proporre la corsa tris, lo statuto stesso, che consente ai parlamentari tre mandati, legittimando, di fatto, le richieste dei consiglieri regionali. Ancora, l’ordinamento stesso contempla la possibilità di un 10% di deroghe a livello regionale. Il 13, quindi, il partito sarà chiamato a scegliere tra un’oggettiva immobilizzazione della posizione amministrativa nel Veneziano ed il rischio di perdere esperienza e, dato tutt’altro che secondario, una valanga di voti (nel 2005 entrambi ne raccolsero oltre 9000) laddove il centrodestra schiera la corazzata Zaia. Insomma, come spiegano i meglio informati, quando minaccia tempesta è meglio non farsi trovare scoperti.

(s.zan.)

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31.1.10

Regione Veneto: Rosanna Filippin lancia il ticket Bortolussi-Puppato

la Nuova di Venezia — 31 gennaio 2010

Filippin benedice il ticket Bortolussi-Puppato

VENEZIA. «Giuseppe Bortolussi e Laura Puppato saranno un ticket formidabile contro il partito della paura e delle parole rappresentato dalla Lega». Rosanna Filippin benedice la discesa in campo del sindaco di Montebelluna.

Dopo aver perso il «ballottaggio» di sabato scorso per la candidatura a presidente della Regione, ieri Puppato ha ufficialmente sciolto la riserva, con un sms a Bersani: «Grazie per la fiducia, accetto».

Intanto, sempre sul fronte delle candidature, si fa largo la prospettiva di schierare alcuni dei sindaci, volto del Pd vincente, nel listino del presidente, per dare credibilità ad una campagna che - spiegano gli addetti ai lavori - non vuole essere solo di testimonianza. Con il recupero del sindaco di Montebelluna in zona Cesarini, si chiude così una pagina non troppo brillante per i Democratici.

«Si tratta di una proposta - spiega la Filippin - che io stessa ho rivolto a Laura Puppato all’inizio della settimana. Da un lato, il Pd ha indicato, con Bortolussi, un candidato credibile, capace di parlare ai veneti delle scelte che servono per il futuro della nostra terra con le armi della concretezza. Dall’altro, Laura Puppato aggiunge alla proposta politica del Pd il valore della sua esperienza: un’amministratrice competente e una rappresentante di quel partito capace di vincere anche nel Nord a guida leghista».

Resta ora da chiarire il valore che la coalizione vorrà attribuire al «ticket». Sebbene una stessa candidatura sia presentabile in un massimo di tre liste, appare assai improbabile che il nome di Laura Puppato possa essere replicato fuori Treviso, dove il sindaco ha il suo bacino elettorale più significativo. Una scelta del genere, infatti, contribuirebbe a spezzare gli equilibri recentemente raggiunti, laddove Puppato dovesse scegliere di «sfilare» la poltrona al collega di un’altra provincia per garantire un posto in più ad un candidato della Marca. «Ho dato la mia disponibilità alla candidatura per le regionali, intanto nella provincia di Treviso» sostiene dal canto suo il sindaco di Montebelluna «Ho avuto molte sollecitazioni a presentarmi come capolista in Consiglio regionale come traino di un Pd che nel Veneto possa procedere ad un cambiamento di rotta e che veda posto per gli aspetti del lavoro e per quelli di carattere energetico che sono da sempre i miei cavalli di battaglia».

Tra i sostenitori del tandem, oltre a Bersani, anche il responsabile degli enti locali del Pd: «E’ giusto riconoscere a Puppato un ruolo, per come ha lavorato in questi anni - sostiene Davide Zoggia - quanto alla possibilità di spendere il suo nome in più province, deciderà il partito. Per quanto mi riguarda, credo che ogni territorio abbia le proprie dinamiche ed i suoi rappresentanti, e io sono perché ciascuno svolga il suo ruolo».

Invita Puppato ad una scelta di responsabilità, invece, Gino Zardini, dell’esecutivo del Pd che aggiunge «Il segretario nazionale lasci al partito provinciale piena autonomia nel rispetto dello statuto e del codice etico che vietano candidature multiple». Intanto, l’area Marino della provincia di Venezia punta sulle donne: «Sosterremo la candidatura di Marta Meo nel collegio di Venezia e di Laura Puppato a Treviso» annunciano.

- (Simonetta Zanetti)

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16.1.10

Il PD Veneto lancia Giuseppe Bortolussi: De Poli corre solo

la Nuova di Venezia — 15 gennaio 2010

Martella: «Nel Pd vuoto di direzione politica»

«A poche ore dalla direzione regionale non è possibile che il Veneto non sappia ancora qual è l’impostazione che il Pd adotterà sia in merito alla scelta della candidatura a presidente della Regione sia sulle alleanze» attacca Martella «Questo vuoto di direzione politica impedisce al Pd di essere protagonista e lo espone alle critiche giustificate dell’opinione pubblica e delle altre forze politiche. Nel dna del Pd dovrebbero invece esserci dignità, determinazione, autonomia e coraggio nel presentare una proposta - spiega - è assolutamente evidente che il Pd non può essere una forza politica a sovranità limitata a cui gli alleati tradizionali e potenziali impongono la propria logica».

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3.10.09

Andrea Causin: per le primarie a segretario regionale la partita è aperta


Il Gazzettino Sabato 3 Ottobre 2009

(a.fr.)
Fosse in America farebbe proprio lo slogan "yes, we can" di Barack Obama. In fondo le speranze di Andrea Causin, consigliere regionale del Pd e candidato alla segreteria regionale pe la mozione Franceschini, di spuntarla alle Primarie del 25 ottobre sono concrete.
«La partita è aperta - spiega Causin accompagnato dal coordinatore regionale della mozione Valter Vanni - in Veneto abbiamo preso più della media nazionale, mentre la mozione Bersani ha preso di meno. Il distacco in valori assoluti è di 1.496 voti, e se si considera che due anni fa, alle primarie per la nascita del Pd, votarono oltre 140mila persone, si capisce come la situazione sia aperta».
Soprattutto in Veneto, dove si è registrata la più alta partecipazione nei circoli (ha votato il 65 per cento degli iscritti), e a Venezia, dove il Pd vanta il maggior numero di iscritti fra la province venete, dove la mozione Franceschini ha superato il 40 per cento. La partita vera comincia adesso - aggiunge Causin - e mi sembra significativo che in questa regione le mozioni più innovative, quelle che sostengono Franceschini e Marino, abbiamo ottenuto risultati migliori che altrove».
Il riconoscimento a Marino non è casuale, dato che il meccanismo congressuale, sia nazionale che regionale, prevede che se nessun candidato supera il 50 per cento alle primarie si vada al ballottaggio, in sede di assemblea nazionale e regionale. «Con la mozione Marino ho riscontrato moltissime similitudini - dice Causin - sulla laicità, contro il nucleare e per la costruzione di un partito aperto. Comunque vada a finire, i dati del voto nei circoli dimostrano che ci sarà una gestione collegiale del partito».
Concetto, questo, ribadito da Vanni, deus ex machina della mozione in regione. «Gli iscritti hanno indicato che vogliono un partito aperto - dice - nonostante sei coordinatori provinciali su sette fossero schierati con Bersani. Questo vuol dire che il Veneto decide sul serio». E che la partita di Causin per la guida del Pd in Veneto sia tutta da giocare: «Pensiamo che su Andrea Causin si possa convogliare un voto ampio - prosegue Vanni - la sua è l’unica candidatura credibile».
Quanto alle possibili alleanze, lo staff della mozione Franceschini è convinto di poter contare sui contenuti del "decalogo" presentato a suo tempo da Piero Fassino a Marghera. Strategia e programma sono già pronti, mancano solo i voti per i quali Causin e soci si appellano ai "padri fondatori", ovvero al popolo delle primarie che due anni fa stupì il mondo politico per la partecipazione al voto. In prospettiva, poi, c’è la prossima tornata elettorale dove saranno in palio la Regione e il Comune di Venezia.
Qui Vanni ha già "sparigliato", con il comitato Per una metropoli sostenibile che ha elaborato un nuovo programma di governo per la città. In Regione, invece, resta aperto l’invito lanciato da Fassino ad agosto a guardare all’area moderata per cogliere le possibili frizioni fra Lega e Pdl. Guarda caso, proprio ora si parla di una possibile corsa in proprio dei due partner di maggioranza. Proprio quello che la mozione Franceschini auspicava.

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