18.7.09

Andrea Martella, Franca Donaggio e gli altri dirigenti del PD veneziano:gli schieramenti precongressuali

la Nuova Venezia — 18 luglio 2009
Pd verso il congresso, ecco con chi stanno i nostri big
Mitia Chiarin

VENEZIA. Entra nel vivo il congresso del Partito Democratico. Martedì si chiude la prima tappa. Vale a dire la campagna di tesseramento congressuale: solamente chi s’iscrive entro il 21 luglio potrà contare al fine dell’elezione dei candidati alle primarie di ottobre. L’obiettivo del gruppo dirigente veneziano è il raggiungimento di quota cinquemila tessere. Un traguardo comunque ben lontano dalla somma delle tessere che raccoglievano Ds e Margherita: circa 9 mila. I big veneziani del partito sono divisi tra Bersani e Franceschini. L’ex ministro diessino sembra il più «gettonato», ma con Franceschini si sono schierati parlamentari e sindacalisti. Anche Cacciari sembra preferire la candidatura di Dario.

Sfida tra dirigenti, ma crisi d'iscritti
la Nuova Venezia — 18 luglio 2009

Martedì si chiude il tesseramento e nel Partito democratico veneziano tira aria di congresso, riproponendo nuove divisioni nel gruppo dirigente. Duecento iscritti negli ultimi giorni, la stima è di un 10 per cento di tessere in più al conteggio finale, raggiungendo quota 5 mila. Martedì scade il termine per iscriversi al Partito Democratico e poter così votare, con la propria tessera, al congresso nazionale del partito. Duecento nuovi iscritti in dieci giorni portano a quota 4.400 i tesserati in Provincia. La previsione è di un 10% di tessere in più, dice il deputato Rodolfo Viola, responsabile del tesseramento. «Per fortuna qui non assistiamo alla corsa a tessere fasulle, come avviene da altre parti. Certo puntiamo ad aumentare gli iscritti al Pd - dice - ma il monitoraggio del tesseramento in vista del congresso ci dice che noi viviamo una situazione tranquilla». E questo è un fatto positivo per il coordinatore provinciale Gabriele Scaramuzza che si prepara a gestire con un ruolo «volutamente super partes», avvisa, le nuovi divisioni dentro al partito. La previsione è di chiudere a 5 mila iscritti e il Pd è ben lontano dai 9 mila che sommavano i Ds (6.500 tessere il dato dell’ultimo tesseramento) e la Margherita prima della fusione. Il sostegno a Franceschini del sindaco di Venezia Massimo Cacciari non è ancora ufficiale. Il filosofo critica la mancata scelta di un partito federale e avvisa: «Aspetto di vedere i programmi». Mercoledì 22 luglio, doppio appuntamento a Mestre con le prime assemblee delle nuove correnti interne al Pd, che scompaginano le vecchie divisioni tra ex Ds e ex Margherita. I sostenitori di Pierluigi Bersani, annuncia Davide Zoggia, si riuniscono al Candiani. A sostenere l’ex ministro delle Attività Produttive nel governo Prodi è la parte maggioritaria del Pd veneziano. Oltre a Zoggia lo appoggiano il prosindaco Michele Mognato; il capogruppo in Comune Claudio Borghello; gli assessori comunali Laura Fincato e Sandro Simionato e il vicesindaco Michele Vianello. E poi il consigliere regionale Giampietro Marchese; il coordinatore comunale Alessandro Maggioni e il consigliere provinciale Lionello Pellizzer. Anche la deputata Delia Murer ieri ha confermato il suo appoggio. Sul fronte dei circoli, c’è l’adesione del coordinatore di Marghera, Cossidente. A favore di Dario Franceschini troviamo il deputato Andrea Martella assieme ad una parte dei Ds e a Pier Paolo Baretta, capogruppo Pd della commissione bilancio alla Camera; il segretario della Cgil metropolitana Sergio Chiloiro, dirigenti sindacali di area Cisl e Uil. L’associazione «A Sinistra» di Valter Vanni si riunisce sempre mercoledì sera, ma nella federazione provinciale di via Cecchini. «Ho ascoltato le parole di Franceschini e riascoltato quelle di Bersani - ha annunciato ieri Vanni della Direzione regionale - Mi sembra più convincente il primo e quindi mercoledì all’assemblea proporrò di sostenere la candidatura di Franceschini». A sostenere Franceschini il gruppo dei «fassiniani» con Franca Donaggio, Lucio Tiozzo e altri. A favore di Ignazio Marino, terzo nella corsa alla segreteria del Pd, si sono schierati ufficialmente il parlamentare Felice Casson e Marta Meo della segreteria regionale. Non intendono svelare le loro intenzioni, per ora almeno, l’assessore comunale ex Margherita Enrico Mingardi, il presidente della Municipalità di Mestre Massimo Venturini, l’assessore comunale Mara Rumiz e il consigliere comunale Roberto Turetta che critica l’attuale situazione: «Non mi interessano le guerre di bande ma il confronto sui contenuti».
la Nuova Venezia — 18 luglio 2009
«Scelgo Dario per costruire un partito nuovo e unitario»

«Sostengo la candidatura di Dario Franceschini perché credo abbia il profilo giusto e le qualità adeguate per riuscire in questa impresa. A lui chiedo di realizzare ciò che Veltroni non è riuscito o non ha potuto realizzare. Superando limiti e insuffcienze di questi ultimi due anni». Parla Andrea Martella della direzione nazionale del Partito Democratico, e uomo forte del Pd veneziano a Roma. Al congresso sosterrà Dario Franceschini e s’impegnerà a fondo perché «le diverse posizioni che si confronteranno al congresso dovranno guardare anche al futuro, mantenendo la capacità di affrontare unitariamente le sfide del 2010». Vale a dire le elezioni Comunali a Venezia e regionali. ma cosa si aspetta dal prossimo congresso del Pd? «Il congresso dovrà finalmente sciogliere i nodi del riformismo moderno e contestualmente avere un’organizzazione moderna. Mi auguro che così si possa uscire dalla caricatura di un congresso in cui ci si divide tra chi è per un partito solido e organizzato e chi no. Tutti dobbiamo contribuire alla costruzione di un partito di circoli, che sia radicato sul territorio, aperto a nuove energie e strutturato su base federale con ampia autonomia regionale». Il congresso per Martella dovrà anche «definire una volta per tutte l’identità del Pd e formulare una proposta capace di far uscire il paese dalla crisi, non solo economica, in cui versa». Sulla questione delle alleanze, Martella chiarisce che «si tratta di tenere insieme una vocazione maggioritaria con la capacità di costruire alleanze con chi condivide un programma riformista. Senza tornare indietro ad alleanze litigiose e non in grado di governare». Per questa ragione, conclude Martella «è fondamentale che il congresso sviluppi un confronto vero ed aperto sul nuovo progetto che il Pd intende sviluppare nella società italiana».
(m.ch.)

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5.7.09

Il PD veneziano verso il congresso: Franca Donaggio è per Franceschini


Il Gazzettino Domenica 5 Luglio 2009

Una cosa è certa: chiunque vinca il congresso, per il Partito democratico veneziano non si potrà più usare il vecchio gergo. Non esisteranno più le categorie degli ex Margheriti e degli ex Ds. E men che meno ci si potrà rifare a quelli che un tempo furono i disgiunti e i cassoniani e i cacciariani. Ci saranno "amici" che si divideranno e "nemici" che si riavvicineranno. E singolari anomalie rispetto al resto d’Italia, motivo per cui Venezia rischia di essere, un’altra volta, laboratorio politico.
A partire dalla Cgil, visto che qui una parte del sindacato potrebbe schierarsi non con Pierluigi Bersani, bensì con Dario Franceschini. Paolo Nerozzi, ex segretario della Funzione pubblica, eletto parlamentare proprio qui, si è già pronunciato. E altri potrebbero seguirlo.
Il rimescolamento politico parte col congresso. I candidati alla segreteria nazionale sono quattro. C’è Dario Franceschini, appoggiato da Veltroni, Fassino, dai popolari di Marini e Fioroni, da Rutelli. C’è Pierluigi Bersani, che ha il sostegno di D’Alema, Enrico Letta, Rosy Bindi. C’è Mario Adinolfi. E c’è Ignazio Marino in ticket con Giuseppe Civati.
Si fa prima a partire da quest’ultimo tandem, se non altro perché a Venezia ad appoggiarlo non è una folla: la "piombina" Marta Meo prima di tutto, già proiettata verso un ruolo di referente per il Veneto. E forse Felice Casson, anche se il senatore non ha ancora sciolto le riserve. Dei supporter veneziani di Adinolfi al momento non c’è traccia.
E così si arriva alla suddivisione più marcata, quella tra i pro Franceschini e i pro Bersani. Il capitolo numero uno riguarda gli ex Diesse. Che dovrebbero teoricamente stare tutti con l’ex ministro Bersani. Ma non è così. E l’aspetto curioso è che chi adesso sta Bersani, prima stava su fronti opposti. Ad esempio, per l’ex ministro si ritrovano fianco a fianco il vicesindaco Michele Vianello e il prosindaco Michele Mognato (che nel 2005 correvano separati: il primo per Cacciari, il secondo per Casson). Con Bersani sta l’ex presidente della Provincia Davide Zoggia. Ma anche l’assessore Laura Fincato e con lei il capogruppo del Pd a Ca’ Farsetti Claudio Borghello. Si dirà: il gruppo di Treu/Fincato con Bersani? No, perché Treu starebbe con Franceschini. E con Franceschini stanno anche altri ex diesse (da più parti così definiti: insensibili al richiamo della foresta): la fassiniana senatrice Franca Donaggio, il consigliere regionale Lucio Tiozzo. Ma è soprattutto Andrea Martella, il deputato che a lungo aveva caldeggiato - come del resto il sindaco Massimo Cacciari - la terza candidatura, quella di Sergio Chiamparino, a rompere gli schemi degli apparati querciaioli: Martella sarebbe infatti propenso ad appoggiare Franceschini e non Bersani.
Valter Vanni ancora non si è pronunciato: l’associazione "A sinistra" si riunirà giovedì per valutare i programmi dei candidati. Se Vanni e il segretario della Cgil Sergio Chiloiro dovessero decidere - come pare - di stare con Franceschini, per il Pd veneziano sarebbe un ulteriore rimescolamento. A cominciare, come detto, dal sindacato: per Franceschini già si è espresso Nerozzi, ma anche Sergio Cofferati, oltre all’ex segretario della Cisl Pier Paolo Baretta. Con l’attuale segretario sta buona parte degli ex dielle: il deputato Rodolfo Viola, il consigliere regionale Andrea Causin, il consigliere provinciale Andrea Ferrazzi.
In sintonia, invece, i vertici del partito: con Bersani il segretario comunale Alessandro Maggioni (come gli altri "lettiani", a partire dal senatore Marco Stradiotto), e il segretario provinciale Gabriele Scaramuzza (che ufficialmente però non si pronuncia).
E Paolo Costa? «Devo decidere se morire ex democristiano o ex comunista? Mah, preferisco aspettare il quinto uomo».

Alda Vanzan

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15.10.08

Franca Donaggio e Lucio Tiozzo: monitoraggi sul rigassificatore

la Nuova Venezia — 14 ottobre 2008

Doppia interrogazione del Pd  

Galan: «I soliti conservatori»

  VENEZIA. Due interrogazioni per tutelare l’area dell’Alto Adriatico, dove è in costruzione il terminale del primo rigassificatore italiano, sono state presentate al ministro dell’Ambiente dalla senatrice veneziana del Pd Franca Donaggio e, alla giunta veneta, dal consigliere regionale Lucio Tiozzo

«Noi non siamo contro il rigassificatore - hanno dichiarato i due - ma abbiamo dubbi sulla sua collocazione in un’area ambientalmente molto fragile». Le interrogazioni, quindi, sottolineano la necessità di istituire un tavolo di monitoraggio per controllare nel tempo l’impatto ambientale dell’impianto. Al tavolo, per gli esponenti del Pd, dovranno essere messi a disposizione i dati delle rilevazioni dell’Arpav, dovrà essere chiarito se l’area franca attorno all’impianto indicata dalla Capitaneria di Porto, e nella quale saranno vietate navigazione e pesca, è stata istituita per motivi solo logistici o anche ambientali e se si provvederà a sostenere finanziariamente, magari ricorrendo ad una parte degli introiti delle accise sul gas, le attività di pesca e quelle turistiche penalizzate dalla riduzione della superficie marina disponibile. 

«Ancora una volta viene confermata la congenita ostilità della sinistra, verso qualunque forma di progresso o di modernizzazione» la risposta del governatore del Veneto Giancarlo Galan agli esponenti del Pd «L’ex ministro Bersani qualche settimana fa - sottolinea Galan - si era autoproclamato padrino del rigassificatore e aveva anche sghignazzato su Berlusconi e sul berlusconiano appropriarsi di un evento che non apparteneva a Berlusconi appunto. Povero Bersani, eccoti smentito dai tuoi, che, a Rigassificatore non ancora funzionante, hanno pensato di chiedere l’avvio di monitoraggi. Potete stare tranquilli: per monitorare, sono sufficienti coloro che hanno le competenze: ministeri, assessorati regionali e Arpav».

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