27.1.10

Davide Zoggia: Orsoni a sindaco di Venezia, primarie esemplari

la Nuova di Venezia — 27 gennaio 2010

Primarie, Venezia esempio nazionale

- Alberto Vitucci

Etichette: , ,

25.11.09

Segreteria nazionale PD: c'è Davide Zoggia (e, ai Forum tematici, Laura Puppato)

PD Veneto - Comunicato
24/11/2009 Padova

Davide Zoggia entra nella Segreteria di Bersani


Il veneziano Davide Zoggia, 45 anni, già presidente della Provincia di Venezia, entra nella Segreteria nazionale del Partito Democratico, la squadra scelta che coadiuverà Pier Luigi Bersani. Lo ha comunicato oggi alla Direzione nazionale lo stesso leader uscito vincitore dalla primarie del 25 ottobre.

«Il fatto che un veneto sia stato chiamato da Bersani ad affiancarlo nel suo mandato è un segnale importante – afferma Zoggia – Significa che l’attenzione del Partito Democratico per quanto accade nella nostra regione è ai massimi livelli, come è giusto che sia, essendo il Veneto tra le aree più produttive e sviluppate del Paese. Sono soddisfatto e mi impegnerò per essere all’altezza di questo compito»


La Segreteria nazionale è un organismo ristretto, composto da dodici membri, sei donne e sei uomini, ed è coordinato da Maurizio Migliavacca.
Ma ai vertici del Pd nazionale è arrivata anche Laura Puppato, sindaco di Montebelluna, 60 mila preferenze alle ultime Europee. Bersani l’ha voluta coordinatrice del Forum Ambiente.

Con le sette venete in Direzione nazionale – Filippin, Sbrollini, Rubinato, Meo, Miotto, Moretti e la stessa Puppato – più i due sindaci Cacciari e Zanonato, il team veneto a Roma si è rafforzato notevolmente.

«Bersani conferma ancora una volta di essere all’altezza del compito che gli è stato affidato dai 3 milioni di elettori delle primarie: riportare il Pd al governo del Paese per riportare l’economia e la società italiana alla pari con i grandi Paesi d’Europa e del mondo. E il Pd non potrà mai governare il Paese se non diventerà maggioranza al Nord. È la sfida in cui, noi veneti per primi, siamo impegnati» è il commento del segretario regionale del Pd veneto Rosanna Filippin.

Etichette: ,

1.9.09

Scaramuzza, Causin, Tiozzo, Zoggia, Stradiotto e Murer a Mirano per le dimissioni di Semenzato

la Nuova di Venezia — 01 settembre 2009
«Vergogna-vergogna», ring in piazza


MIRANO. Da un lato i militanti del Pd che scandiscono lo slogan «ver-go-gna-ver-go-gna», dall’altro il sindaco Roberto Cappelletto che, uscendo dal municipio, si prende per alcuni minuti il palco della protesta: «Voi vi dovete vergognare, che state strumentalizzando questa faccenda». Tutt’intorno i clienti del mercato settimanale di Mirano. Passano, guardano, si informano.
Quelli del Pd si sono trovati alle 10.30 all’ingresso del municipio, dalla parte di piazza Martiri, per chiedere le dimissioni del vicesindaco della Lega Nord Alberto Semenzato, responsabile del pagina Facebook «Lega Nord di Mirano» su cui è comparso il manifesto «Immigrati clandestini: torturali! E’ un tuo diritto». Lui da giorni si difende sostenendo di essere la vittima di un complotto: qualcuno avrebbe inserito quel manifesto a sua insaputa, dopo avergli rubato la password d’accesso al computer. Il Pd non ci sta, perché, ribatte «la sua versione non è credibile».
Ieri i militanti hanno gridato il loro sdegno in faccia al sindaco, e Cappelletto non ha avuto timore a rispondere, in un acceso scontro verbale in un lunedì di mercato particolarmente affolatto dopo le ferie di agosto. Non si è visto invece il vicesindaco della Lega, principale bersaglio della manifestazione, che da alcuni giorni preferisce stare nell’ombra.
Per invitarlo a fare un passo indietro ieri sono arrivati a Mirano i vertici regionali del partito: il senatore Marco Stradiotto, la deputata Delia Murer, i consiglieri regionali Andrea Causin e Lucio Tiozzo, l’ex presidente della Provincia, Davide Zoggia, il coordinatore provinciale Gabriele Scaramuzza, gli esponenti del Pd miranese e con alcuni militanti di base e altri esponenti del centrosinistra e dell’opposizione politica a Mirano. Uno schieramento di forze al quale, sabato 5 settembre, potrebbe aggiungersi il segretario nazionale Dario Franceschini.
I responsabili regionale del partito stanno cercando di portarlo a Mirano per lanciare un segnale forte, perché, come dicono, «questa città si trasformi un simbolo della lotta al razzismo». Chiaro il messaggio lanciato ieri dal Pd: «Semenzato dovrebbe dimettersi a scopo cautelativo, fino a quando non sarà l’inchiesta della magistratura a fare chiarezza su quanto accaduto». E se Semenzato fosse davvero innocente? Se fosse stato veramente beffato? «Ma come ha fatto a non accorgersi di quel manifesto? - risponde Causin - come mai nessuno dei leghisti iscritto al gruppo di Semenzato si è mai accorto di quel manifesto? La verità è che quel messaggio appare comunque verosimile, perché negli ultimi mesi questo comune ha emanato una serie di ordinanze che minano la convivenza civile tra noi e gli immigrati».
Per Stradiotto, che quand’era sindaco di Martellago ha amministrato anche con la Lega, «il sindaco dovrebbe ritirare le deleghe a Semenzato, perché nel suo ruolo istituzionale di vicesindaco ha commesso un grave errore». Cappelletto non lascia correre: «Usano la menzogna come arma politica, noi abbiamo preso le distanze da quel manifesto, messo da chi vuol male a questa amministrazione, e abbiamo già denunciato l’episodio alla Polizia postale».
(Francesco Furlan)

Etichette: , , , , ,

25.6.09

Gabriele Scaramuzza: il PD impari dalla sconfitta


Il Gazzettino Mercoledì 24 Giugno 2009

Imparare dalla sconfitta, magari cambiando modulo e puntando sui giovani più promettenti. Non si tratta delle considerazioni postsudafricane del c.t. della nazionale di calcio, ma della linea programmatica esposta da Giovanni Scaramuzza, coordinatore del Pd della provincia di Venezia.
Secondo Scaramuzza, non è tutto da buttare. La sconfitta è l'esito di una sfida, nella quale il Partito Democratico ha saputo ridimensionare una débacle numerica che in molti – dopo l'accordo tra Zaccariotto e Udc – davano per scontata.
«Al primo turno – enumera Scaramuzza – il distacco era di 30mila voti, che potevano crescere, potenzialmente, fino ai 50mila grazie ai voti dell' Udc; invece la differenza è stata di sole 10mila preferenze. Questo grazie ad un grande lavoro di recupero basato su una presenza capillare sul territorio».
A bocciare il centro sinistra sono state le zone periferiche della Provincia, in primis Veneto Orientale e Clodiense. Secondo la dirigenza del Pd, in queste zone il risultato poco confortante è stato causato dallo scarso radicamento del Partito Democratico nel territorio. In quelle stesse circoscrizioni la Lega, invece, ha sfondato.
«La colpa – analizza Scaramuzza – è anche nostra. Il nostro messaggio non è passato; dobbiamo imparare a semplificarlo, a graduarlo sul territorio, ma senza banalizzarlo, visto che c'è già chi lo fa. Non dobbiamo seguire la Lega, ma distinguerci».
Il mea culpa dei Democratici parte da una considerazione: il Pd resta – nelle percentuali – il partito che ha ricevuto il maggior numero di preferenze in Provincia, mantenendo alte le percentuali nei centri più urbanizzati. Ha pagato dazio, invece, nelle realtà urbane limitrofe; anche per incrementare i consensi in terra nemica, il Pd sembra intenzionato a modificare la propria metodologia propagandistica, tornando a “sporcarsi le mani”, ossia: incrementare i comizi pubblici e moltiplicare gli appuntamenti nei luoghi di lavoro che oggi non hanno rappresentanza politica. Prosaicamente, tornare alla politica dei gazebo, a quella politica tradizionale troppo velocemente abbandonata e che, dati alla mano, ha invece premiato la coalizione avversaria.
Una volta cambiato modulo, si potranno inserire volti nuovi. Un cambiamento graduale della classe dirigente, che parta dai giovani coordinatori di circolo, molti dei quali sono ventenni.
Il Partito Democratico aspetta ora al varco la nuova giunta guidata da Francesca Zaccariotto, per la quale – a detta di Scaramuzza – si pronosticano tempi di spasimo e di immobilismo. «Non vorrei che in Provincia si ripetesse lo stallo che si sta vivendo in Regione, con Pdl e Lega impegnate – più che a legiferare – a misurare l'uno la forza dell'altra, in vista della prossima candidatura Presidenziale. Inoltre – profetizza Scaramuzza – a causa di questa situazione, la Zaccariotto sarà costretta a creare una Giunta di controllori, più che di collaboratori». Il Pd non prepara le barricate, promettendo invece un'opposizione attiva.

Marco Dori

Etichette: ,

24.6.09

Sconfitta di Davide Zoggia: Gabriele Scaramuzza pronto a dimettersi

la Nuova Venezia — 24 giugno 2009

Scaramuzza: «Sono pronto a dimettermi»

VENEZIA. «Il mio mandato è a disposizione». Non cerca scuse per la sconfitta, il segretario provinciale del Pd Gabriele Scaramuzza. E si dice pronto a dimettersi per aprire la discussione congressuale del Pd. Ma al tempo stesso suona la carica ai suoi.

«Abbiamo fatto un gran lavoro in queste settimane, non è bastato. Dobbiamo tornare sul territorio, ripartire dalle idee e dalle proposte. Insomma, non possiamo essere soltanto il partito che amministra, anche se questo lo facciamo sicuramente bene». La resa dei conti avverrà la settimana prossima, e il segretario ha già convocato la direzione provinciale allargata ai segretari di circolo del partito. Non c’è una vera e propria fronda all’attuale maggioranza. Anche se i malumori sono tanti. E vengono prima di tutto dagli sconfitti al turno di ballottaggio.

Ancora ieri, a mente fredda, Davide Zoggia ripensava a quei voti venuti a mancare in quelli che si consideravano territori «sicuri». A Scorzè, dove la battaglia per il sindaco è stata persa per pochi voti, alla Provincia ne sono mancati invece quasi duemila. A Martellago altra debacle imprevista, a Portogruaro la vittoria per il Comune non si è riflessa nei consensi a Zoggia, che anche qui ha perso circa 400 voti. La spiegazione? Un voto più politico che amministrativo rispetto ai comuni. Ma anche la scarsa capacità dei «quadri» e dei dirigenti locali del partito di ripotare alle urne quelli che avevano votato al primo turno. Falle numerose. Dovute secondo i vecchi militanti al fatto che «il nuovo partito non è radicato nel territorio». Ma anche alla scarsa convinzione con cui molti nel Pd avrebbero lavorato per sostenere Zoggia.

C’è anche chi mormora contro gli alleati, Rifondazione in testa. «Noi abbiamo fatto la nostra parte», replica il segretario provinciale Sebastiano Bonzio, «e se a Venezia abbiamo vinto è perché ci siamo anche noi. Dopo quattro anni passatti a lodare l’Udc abbiamo visto da che parte sono andati appena hanno potuto».

Ma intanto i quadri del Pd fanno i conti. «Stiamo studiando sezione per sezione», conferma Scaramuzza, «non per polemica ma per vedere dove intervenire». Così emerge che in alcune zone come Chioggia il crollo è stato maggiore del previsto. Un disastro nel Veneto Orientale, mentre a Venezia il centrosinistra regge. E in provincia il Pd resta il primo partito.

(a.v.)

Etichette: ,

23.6.09

Non bastano a Davide Zoggia le roccaforti di Mira e Venezia: la Zaccariotto prevale grazie a Chioggia e Veneto Orientale

CORRIERE DEL VENETO 23/06/2009
I numeri dei Comuni
Fortini e roccaforti Da Annone a Mira i record della sfida

VENEZIA — Se tutte le sezioni fossero state come la settima sezione di Venezia, che comprendeva i numeri di Castello dal 273 al 656, Davide Zoggia avrebbe vinto in carroz­za: 255 voti per lui, ovvero il 72,6 per cento, contro gli appena 96 per Francesca Zaccariotto. Idem nella nona sezione, sempre Ca­stello, numeri dal 980 al 1452: 157 voti (71 per cento) a 64. Peccato che però la neopre­sidente leghista abbia risposto con percen­tuali di quel tipo in tutto il litorale e il Vene­to orientale: è lì che si è giocato il sorpasso, comune per comune, per contrastare in provincia la Venezia «rossa». Basta spulciare i dati finali per confermare un'ipotesi più che attesa: Zaccariotto ha pre­so infatti il 72,6 per cento ad Annone Vene­to, il 68,9 per cento a Gruaro, il 68,1 per cen­to ad Eraclea, il 66,3 per cento a Cinto Caomaggiore. Una sfilza di vittorie clamorose, con percentuali che significano che l'hanno votata due elettori su tre. Percentuali «bul­gare» che addirittura trasformano in «nor­male» il 63,6 per cento della sua San Dona' di Piave, la roc­caforte che Zaccariotto gover­na e continue­rà a governare come sindaco, visto che — ed è stato uno dei punti di pole­mica della cam­pagna elettora­le — ha già di­chiarato che non mollerà la fascia di primo cittadino. Ma dall'altra parte della provincia anche Chioggia, seconda città della provin­cia per numero di abitanti, guidata dalla giunta di centrodestra di Romano Tiozzo, premia in maniera netta la donna forte del­la Lega, con il 61,6 per cento dei voti. A Zoggia resta Venezia, che con il 55 per cento si conferma un fortino difficilmente espugna­bile quando toccherà votare per il sindaco l'anno prossimo, e poi le classiche zone a vo­to prevalentemente di centrosinistra: Camponogara (57,4 per cento), Mira (56 per cen­to), Mirano (54,7 per cento), anche Spinea, dove però con il 53,3 per cento dei voti il presidente uscente prende meno del neosin­daco Pd Silvano Checchin (56,6). Addirittu­ra incredibile il voto disgiunto di Scorzè, do­ve mentre Giovanni Battista Mestriner vin­ce il ballottaggio di un soffio con il 51 per cento, Zaccariotto travolge Zoggia con il 59,4 per cento. E anche a Portogruaro la le­ghista batte l'uomo Pd, mentre il Comune ritorna nelle mani di Antonio Bertoncello.

A.Zo.

Etichette: , ,

20.6.09

Votiamo Davide Zoggia, perché la provincia prosegua sulla strada dell'eccellenza

la Nuova di Venezia — 20 giugno 2009
Zoggia per proseguire sulla strada dell'eccellenza


Il voto è, certo, questione che riguarda in primo luogo gli elettori dei comuni e delle province in cui si vota, e nel Veneto, le province di Venezia, Belluno e Rovigo e il comune di Padova. Dopo l’esito delle europee e del primo turno delle amministrative, un’altra vittoria della destra peserebbe a lungo. E chiuderebbe molte dinamiche politiche, ancor più di quanto già non avvenga, soprattutto se la destra riuscisse a conquistare la provincia di Venezia e a riprendersi Padova.

Per questo il voto, che resta ovviamente di primaria competenza dei residenti, e che certo verte primariamente sulla questione dei governi dei territori, è anche un voto di portata generale. I voti veneziano e padovano più di altri. Chi ha a cuore il mantenimento e il rilancio di una dialettica sociale e politica più ricca dovrebbe preoccuparsi molto di un possibile en plein della destra veneta, della piena omologazione di città come Padova e di province come le tre in gioco a una linea che riassume ferreamente ogni confronto nel mero rapporto di potere tra Lega e Pdl e che trova, bossianamente, la quadra solo assecondando gli animal spirits dello sviluppo sregolato da un lato e consentendo le ronde dall’altro, solo per fare due tra gli innumerevoli possibili esempi di come Lega e Pdl si spartiscano le rispettive zone politiche e amministrative di influenza.

Avremmo, nel caso, una mappa bicolore del Veneto - il verde padano e l’azzurro berlusconiano, per dirla con Ilvo Diamanti - che sarebbe in realtà, nei fatti e nei contenuti, una mappa rigidamente monocolore. Una Padania con capitale imperiale - extraveneta - ad Arcore.
L’esito del ballottaggio veneziano, in un paese normale, sarebbe scontato. Davide Zoggia ha governato bene, lo riconoscono a volte i suoi stessi avversari più onesti. La provincia di Venezia in questi anni è tornata a scalare le classifiche dell’economia, della produzione, e dell’efficienza amministrativa: le annate del Sole 24 ore e le periodiche analisi sulla situazione sociale ed economica dei più diversi istituti sono a disposizione e chiunque lo può verificare. Ai dati dell’economia si possono aggiungere le politiche infrastrutturali e strutturali (specie nell’edilizia scolastica) e in campo ecologico: basti citare la rete ecologica che copre tutta la provincia, lo straordinario piano per il Vallone Moranzani, la svolta impressa su rifiuti ed energia a Fusina (un modello di valore europeo). Anche verso i punti di difficoltà, specialmente dal precipitare della grande crisi globale, la Provincia ha saputo agire concretamente, a cominciare da Porto Marghera (e sul tema del lavoro in genere).

E’ desolante, viceversa, sentir dire dalla candidata Zaccariotto che si adopererà per «aprire un tavolo». Il tavolo è spalancato da anni, e ciò che oggi manca è soprattutto il peso di un governo capace di trattare Marghera e la sua riconversione come grande questione nazionale. D’altra parte una (o uno) che dichiari di voler fare, contemporaneamente, il sindaco di una città come S. Donà e il presidente di una provincia grande e complessa come Venezia, al ballottaggio non dovrebbe neanche arrivarci, per palese inconsapevolezza del ruolo, o per vorace appetito di cariche.

Invece c’è, è in testa e ha anche avuto il soccorso dell’Udc. Il voto di due settimane fa è stato soprattutto frutto di vento politico generale, e quel vento ha portato Zaccariotto dov’è. Quello di domenica e lunedì sarà però un voto diverso. Si voterà per decidere se la provincia di Venezia finirà nelle mani di chi ha già annunciato che cementificherà perfino la gronda lagunare o se continuerà, con Zoggia, il profondo cambiamento che, pur in anni difficili, l’ha portata a nuovi livelli di eccellenza.

Gianfranco Bettin

Etichette: ,

18.6.09

Davide Zoggia con Dario Franceschini, da Mestre lancia il rush finale


Piazza Ferretto, Mestre, mercoledì 17 giugno 2009

Una sintesi del comizio elettorale in vista dei ballottaggi provinciali del 21 e 22 giugno (clicca sul simbolo di play per visualizzare i filmati)

L'intervento di Dario Franceschini





L'intervento di Davide Zoggia





http://www.partitodemocraticoveneto.org

Etichette: ,

15.6.09

Michele Carpinetti e i sindaci progressisti del Veneziano sono con Davide Zoggia

I SINDACI CON ZOGGIA


· ... perché conosce la nostra terra e i suoi problemi
· ... perché ha aiutato concretamente i nostri comuni
· ... perché ha ben governato nelle politiche scolastiche, del lavoro, della solidarietà
· ... perché solo con lui possiamo avere un vero federalismo fiscale, e ottenere il 20% Irpef · ... perché sarà davvero un Presidente “a tempo pieno”
· ... perché solo con lui potremo completare le opere pubbliche concordate per il nostro sviluppo sostenibile
· ... perché per le infrastrutture sovracomunali è importante avere un buon regista in Provincia, per tutelare il nostro territorio


PER TUTTO QUESTO INVITIAMO A VOTARE E FAR VOTARE PER DAVIDE ZOGGIA AL BALLOTTAGGIO PER IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DOMENICA E LUNEDI’ 21 E 22 GIUGNO 2009


Michele Carpinetti - Sindaco di Mira

Daniela Contin - Sindaco di Fiesso D’Artico

Giampietro Menin - Sindaco di Camponogara

Antonio Gaspari - Sindaco di Dolo

Roberto Donolato - Sindaco di Campolongo M.

Giovanni Brunello - Sindaco di Martellago

Alessandro Quaresimin - Sindaco di Salzano

Etichette: ,

Gabriele Scaramuzza: contro le manipolazioni della Lega, il PD continua a parlare alle realtà parrocchiali

15/06/2009
Gabriele Scaramuzza, coord. PD provincia di Venezia
Una volta in più la destra veneziana che sostiene Francesca Zacariotto dimostra la sua reale natura menzognera. Ad onta delle dichiarazioni dei diversi suoi esponenti (primo fra tutti il capogruppo della Lega Alberto Mazzonetto, con un senso del ridicolo degno del migliore teatro dell’assurdo) nella mattinata di oggi nei Sagrati di alcune chiese della terraferma veneziana sono stati distribuiti quei volantini di cui la destra negava l’esistenza.
Distribuiti da appartenenti alla Lega nord e ad alcune formazioni neofasciste, e da alcuni ragazzini pagati per questa attività, i volantini sono comparsi privi del simbolo dei partiti: come dire, oltre che della faccia e della decenza, queste persone si sono spogliate finanche della loro dignità.
Ci spieghino ora i campioni della famiglia e del solidarismo cattolico dell’UdC come possano pretendere che i propri simpatizzanti diano loro retta quando annunciano di sostenere la coalizione di Francesca Zaccariotto, nei fatti un impasto della peggiore destra che eleva a valore e misura di condotta il disprezzo nei confronti dell’avversario, l’intolleranza, l’odio.
Spiace soprattutto che questa distribuzione sia stata fatta nei pressi delle realtà parrocchiali della nostra città, nelle quali con sincero spirito ecclesiale si rinnova, giorno dopo giorno, l’abitudine e la dedizione nei confronti dell’altro, e che tanta parte ha avuto e ha nel ricordare, a tutti noi, che obiettivo ultimo dell’impegno politico è la crescita delle nostre comunità civili, la loro umanizzazione, il loro essere spazio che accoglie e offre opportunità, alle famiglie, ai giovani, ai lavoratori.
A costoro continueremo a parlare in questi giorni, forti della bontà delle nostre proposte, della convinzione che nostro scopo non è disprezzare l’avversario, bensì ascoltare il cuore e la mente della nostra popolazione, per trovare le risposte alle loro domande di equità nel lavoro, di crescita e prosperità delle famiglie, di giustizia sociale.
Uff. Stampa

Etichette: ,

14.6.09

Per Davide Zoggia affidiamoci al porta a porta, senza curarci dell'UDC

Il Gazzettino Domenica 14 Giugno 2009
BLITZ DELLA SERRACCHIANI
Zoggia a Mestre punta sull’effetto Debora
«Dobbiamo convincere chi non è andato a votare»

«Che l’Udc appoggi la candidata della Lega non deve interessarci, noi dobbiamo pensare al nostro». Così ieri Debora Serracchiani, in un breve incontro con Zoggia e il suo entourage in piazza Ferretto a Mestre, in un Calice traboccante di gente. Stravolgendo la comune linea di pensiero del partito, la giovane segretaria del Pd di Udine, recentemente eletta al Parlamento europeo a suon di voti, raccogliendone in Friuli addirittura più di Berlusconi, si è dichiarata assolutamente non interessata alla scelta fatta dall’Udc rivolgendo piuttosto l’attenzione a quanti, tra i sostenitori del Pd, nella scorsa tornata elettorale si son tenuti lontani dall’urna.

«Non andare a votare significa consegnare la Provincia alla destra – ha cominciato – e noi non possiamo permetterlo perché è stata amministrata bene. Dobbiamo solo convincere la gente di questo, perché i dubbi non devono pesare su questo voto. Chi non andrà a votare stavolta sappia che non avrà scuse e non potrà lamentarsi».

Un discorso chiaro e schietto, il suo, sin dalla battuta in risposta agli elogi di Davide Zoggia dopo il risultato delle Europee: «Non sono sicura che proprio tutti siano rimasti soddisfatti dei miei risultati». Poco prima Zoggia aveva commentato una campagna elettorale nella quale «si è parlato di tante cose fuorché di problemi reali, mentre alla gente servono scuole sicure, mutui anche per i precari, tutela dell’ambiente, aiuti alle aziende e serie politiche per le donne. La presenza di Debora è fondamentale per ciò che rappresenta, per ciò che ha ottenuto e perché non è soltanto una speranza».

E la Serracchiani, interrompendo gli applausi non si è tirata indietro. «Non ci sono tanti giorni a disposizione – ha precisato – l’unica cosa da fare è armarsi di responsabilità per il futuro di questa Provincia. Vi chiedo di metterci le scarpe. Può anche darsi che ci sia qualche deluso, ma adesso è importante non lasciare campo scoperto, consapevoli che il rinnovamento del partito si fa anche sul territorio».

Nessuna preoccupazione dunque per l’accordo tra Lega e Udc a sostegno di Francesca Zaccariotto, cosa che invece aveva suscitato gli animi del Pd a livello provinciale, ma solo l’indicazione di effettuare un necessario lavoro porta a porta da qui al 20 giugno. «Mi auguro di tornare a Venezia, la prossima volta – ha chiuso Debora Serracchiani – non per lavoro ma per festeggiare con Davide Zoggia».

Daniele Duso

Etichette: ,

13.6.09

Gabriele Scaramuzza: facciamoci "Testimoni di Zoggia"

Il Gazzettino Sabato 13 Giugno 2009
SCARAMUZZA RIBATTE A DALLA TOR
«Loro sono ossessionati noi abbiamo le risposte»

(al.va.) «Loro hanno l’ossessione di battere il nemico, noi invece vogliamo risolvere i problemi di questa provincia». Gabriele Scaramuzza, coordinatore provinciale dell’Udc, ribatte a distanza al coordinatore del Pdl Mario Dalla Tor. «C’è una differenza radicale nell’approccio - dice Scaramuzza - loro hanno una preoccupazione ossessiva di scalzare il nemico, noi la convinzione di farci carico delle domande del territorio e di dare risposte credibili. Tanto che non ci siamo risparmiati non le scarpe, ma le parole per dare queste risposte».

Il coordinatore del Partito democratico indica le priorità da affrontare: «Lavoro, economia, famiglia, sicurezza, istruzione. Abbiamo letto nei giornali dell’impegno che si è assunto il patriarca di fronte alle rappresentanze dei lavoratori di Porto Marghera: in un momento in cui i diversi corpi sociali, le categorie, la chiesa, cercano di farsi carico del problema dei lavoratori noi siamo al fianco di questi attori». Quanto ai numeri, per Scaramuzza il Pdl e la Lega hanno poco da cantare vittoria: «Il Pd è sempre il primo partito a livello provinciale. Ed è anche questa constatazione a motivarci e a convincerci per il ballottaggio. L’altro giorno ho riunito i coordinatori di circolo e e candidati nei 36 collegi, dovevamo essere poco più di un centinaio, invece, spontaneamente sono arrivati tanti militanti: alla fine eravamo in 300. Tutti con una convinzione: noi vinceremo il ballottaggio. Vinceremo perché abbiamo un programma all’altezza, l’ambizione di avere idee e risposte ai bisogni del territorio». In quell’assemblea si è parlato anche di possibili allargamenti della coalizione e di un eventuale apparentamento con l’Udc: «Il Pd è favorevole, da parte nostra abbiamo dato il via libera a Davide Zoggia. Ma abbiamo anche puntualizzato: indipendentemente dall’apparentamento con l’Udc, noi ci attrezziamo a vincere. A prescindere».

Di qui al 21 giugno i militanti del Pd vestiranno i panni dei "testimoni di Zoggia": basta comizi, si farà il porta a porta. «Sappiamo che serve uno sforzo straordinario per riportare tutti al voto, vogliamo irrobustirci nell’area centrale e lavorare più di fino nel Veneto orientale e nel litorale - dice Scaramuzza - Lo faremo moltiplicando gli incontri con le categorie, i presidi nelle piazze, il porta a porta: i nostri militanti andranno fisicamente a bussare alle porte dei cittadini».

Etichette: ,

11.6.09

Provinciali, 1° turno: Davide Zoggia sfonda il 50% a Mira e Venezia

(clicca sull'immagine per ingrandirla)
la Nuova Venezia — 11 giugno 2009
Zaccariotto in 37 Comuni, Zoggia in 7
Mitia Chiarin

MESTRE. Trentasette a sette. L’esito delle elezioni provinciali disegna la nuova mappa politica del Veneziano. 37 le amministrazioni in cui ha prevalso la coalizione guidata da Pdl e Lega Nord che sostiene Francesca Zaccariotto. Sette invece i Comuni per Davide Zoggia, il candidato del centrosinistra e a tirare la volata è in particolare il capoluogo Venezia con oltre 68 mila voti. Ed è testa a testa in Riviera. Alcune amministrazioni, tra Miranese e Riviera del Brenta confermano i dati delle Politiche del 2008 e premiano la coalizione di centrosinistra e in particolare il Pd. Davide Zoggia, con il voto di sabato e domenica, vince la sfida con Francesca Zaccariotto a Spinea, Mira, Mirano ma vince soprattutto grazie al 50,46 per cento di consensi raggranellati nel Comune capoluogo: Venezia con i suoi oltre 140 mila elettori che sono oltre un terzo dei votanti (481 mila a livello provinciale) assicura più di 68 mila voti al candidato presidente che corre per il secondo mandato con l’appoggio dell’intero centrosinistra. Zoggia vince la sfida anche a Concordia Sagittaria, dove ottiene il 46,83 per cento dei consensi, e nella vecchia roccaforte «rossa» di Camponogara dove arriva al 45,17 per cento. Perde invece in un altro storico comune «rosso», Campolongo Maggiore dove Pdl e Lega per la Zaccariotto raccolgono più del 50 per cento dei consensi. Camponogara, dicevamo, premia Zoggia ma qui la vittoria è arrivata grazie ad una manciata di voti, 94 per l’esattezza che sono bastati comunque a far la differenza. Stessa situazione a Campagna Lupia: 52 voti in più per Zoggia che vince con il 45,71 per cento di consensi. Gli altri 37 Comuni della Provincia, con il Veneto Orientale in testa, hanno invece premiato la Zaccariotto.
Nelle Politiche del 2008 erano quaranta i partiti in cui il partito di Berlusconi aveva avuto la meglio godendo dei risultati della Lega Nord in Veneto Orientale e all’avanzata del Pdl nell’area di Chioggia. Un anno fa il partito di Bossi aveva ottenuto il 15 per cento a Spinea, al Senato; il 22 per cento a Noale, il 23 per cento a Scorzè. Nel raffronto con queste ultime elezioni, nella città dei Tempesta ad esempio il Carroccio avanza di oltre 2 punti. Il Pd che a Spinea nelle Politiche 2008 era andato oltre il 39 per cento si deve accontentare stavolta del 30 per cento, con quatto punti percentuali in meno. A Mira dove il partito di Franceschini un anno fa era oltre il 40 per cento la preferenza ora è scesa al 32,5 per cento. Zoggia si ritrova sconfitto nel suo Veneto Orientale, che sceglie in massa la contendente sindaco di San Donà. La città della Zaccariotto la premia con quasi il 59 per cento di preferenze e Jesolo, il paese che ha dato i natali a Zoggia, arriva a premiare la bionda concorrente con il 59,79 per cento. Anche un’altra città della Riviera, Dolo, premia la Zaccariotto ma anche qui torna il testa a testa tra candidati: qui la candidata di Pdl e Lega Nord vince per 124 voti. Le città in cui la Zaccariotto ottiene il numero più alto di consensi sono Annone Veneto con il 66, 38 per cento (che equivalgono però a 1471 voti), Gruaro (66,18) e Eraclea con il 65,38 per cento. Oltre il 50 per cento in un centro decisamente più abitato come Chioggia, che significa poco più di 14.500 preferenze.
Per Zoggia invece la percentuale più importante è quella di Venezia con il 50,46 per cento che significano oltre 68 mila preferenze e Mira con il 50,14% (altre 10.500 preferenze al candidato).

Etichette:

10.6.09

Davide Zoggia: un appello contro l'astensionismo per il ballottaggio del 21 e 22

Corriere del Veneto 10 giugno 2009

POLITICA

Provinciali, Pdl e Lega divisi sull'alleanza con l'Udc

Il Carroccio: «Apparentamento inopportuno». Zaccariotto e Zoggia, appello contro l'astensionismo

VENEZIA — AAA. A come apparentamento. A come astensione. A come Arcore, nel senso di patto tra Bossi e Berlusconi. Due giorni dopo il voto provinciale, sul ballottaggio tra Zoggia e Zaccariotto domina il fattore A. E se la cena tra il premier e il leader del Carroccio sembra aver facilitato le cose nel centrodestra, entrambi gli schieramenti si trovano sin d’ora a fare i conti con le alleanze future (più Zoggia) e con l’imperativo categorico di portare nuovamente tutti gli elettori al voto (più Zaccariotto). In mezzo gli elettori, che il 20 e il 21 si troveranno di fronte ad una consultazione esclusivamente amministrativa, in mezzo l’Unione di Centro di Ugo Bergamo che ieri è volato a Roma sia per questioni relative al Csm sia per incontrare Pierferdinando Casini e formulare assieme una strategia, in mezzo i trentamila voti che separano i due candidati. Pochi, tanti, chissà.

Dialogo diviso I 24 mila voti dell’Udc al ballottaggio fanno comodo, figuriamoci. Soprattutto alla coalizione di centrosinistra, impegnata a scalare la montagna dei 30 mila, anche a Pdl e Lega il cui elettorato tradizionalmente la seconda volta non va molto volentieri alle urne. I due schieramenti sono convinti dell’utilità di un dialogo con Bergamo, eppure in entrambi i casi c’è chi accelera e chi frena. Da una parte c’è Davide Zoggia che dice: «Tra noi e l’Udc c’è sempre stato un rapporto, il nostro percorso è lineare. Semmai è il centrodestra che fino a ieri li mandava a quel paese e ora cambia idea». Ma troviamo anche parti della coalizione, come Sebastiano Bonzio, segretario provinciale di Rifondazione, che raccomanda calma: «Quella dell’apparentamento con l’Udc — dice — è per noi una soluzione complicata. La politica non è un laboratorio ma un luogo in cui contano le idee e la capacità di amministrare». Più o meno lo stesso copione dall’altra parte dello schieramento. Con la candidata del centrodestra Francesca Zaccariotto che dice: «Apparentamento con l’Udc? Non ha grande importanza, l’elettorato di Bergamo difficilmente andrà assieme a Rifondazione, stare con noi mi sembra per loro una scelta naturale, forse non servono forzature». «Sì, sì — rincara il consigliere regionale leghista Daniele Stival — l’apparentamento è inopportuno, basta riportare i nostri a votare». Di un’altra opinione è invece Mario Dalla Tor, e con lui gran parte del Popolo della Libertà: «Abbiamo già parlato con Bergamo, deciderà lui se apparentarsi con noi o meno, personalmente però so che cosa mi ha risposto».

Sempre in tema di apparentamento c’è poi la questione sondaggi. Cose vecchie, chiaro. Che però contibuiscono a frammentare ancor di più le già poche certezze dei due schieramenti. In casa Pdl infatti sono più che certi: solo il venti per cento dell’elettorato dell’Udc seguirebbe la coalizione di Zoggia, mentre l’80 sposerebbe il matrimonio Pdl-Lega con l’Unione di Centro.

Tutti alle urne Al di là dei 24 mila voti dell’Udc che vedremo nei prossimi giorni se avranno o meno una casa, l’altra questione al centro del ballottaggio è quella dell’astensionismo che nel centrodestra sembra un po’ ridimensionata dal patto di mututo soccorso tra Bossi e Berlusconi. Il secondo turno in genere non raccoglie folle oceaniche e stavolta non dovrebbe certo essere la consultazione referendaria ad alzare la media. «Le prove di forza locali non hanno più nessun senso — attacca Daniele Stival — il 20 e 21 si va tutti a votare punto e basta». La frase in codice è rivolta in primo luogo al Pdl che potrebbe avere la tentazione di non motivare a sufficienza i suoi per sostenere Francesca Zaccariotto alla conquista di Ca’ Corner. «Balle» taglia corto l’azzurro Mario dalla Tor, «siamo già pancia a terra per sostenere il candidato di centrodestra». «Ci fosse stato l’amico Salvagno con la Zaccariotto al primo turno — replica Nereo Laroni — non sarebbe stato necessario il ballottaggio. Grave errore commesso dagli apprendisti registi del Pdl». Il segretario provinciale del Pd Gabriele Scaramuzza invece ci mette la maggior grinta possibile: «Tutti alle urne con orgoglio, ambizione e rabbia».

Già, perché il rischio astensionismo non sembra essere solo una questione di centrodestra. «Faranno fatica anche loro a riportarli tutti al voto — dice Alessandro Danesin, vice coordinatore del Pdl di Venezia Grande Città — sono finiti i tempi del Pci».

Due settimane di sfide Passati solo due giorni dal voto, i due candidati hanno già ricominciato una campagna che — soprattutto per Zoggia — sembra non finire mai. «Tornerò sul camper, incontrerò i cittadini — dice il presidente uscente — e spero anche Francesca Zaccariotto per poter parlare di programmi, cosa che non ha mai voluto fare. Ora si fa sul serio, e il voto è amministrativo, non più politico. La discussione si fa su cose concrete». Secca la candidata del centrodestra: «Sono tranquilla, 30 mila voti di differenza sono tanti e ce la possiamo fare senza troppi problemi». Rimpianti di non avercela fatta al primo turno? «Un po’ se penso alle 12 mila schede annullate. A pensar male si fa peccato ma...».

Massimiliano Cortivo
10 giugno 2009

Etichette: ,

9.6.09

Davide Zoggia al ballottaggio: continua la sfida

la Nuova Venezia — 9 giugno 2009
«Io favorito perché ora si parlerà di programmi»


VENEZIA. «Tra quindici giorni la partita sarà completamente diversa. Non ci sarà più il traino della politica. Parleremo di programmi e di amministrazione. Io sono disponibile fin da subito a un confronto pubblico con la mia avversaria». Superata la delusione del primo pomeriggio, quando a un certo punto sembrava addirittura che la Zaccariotto potesse farcela al primo turno, il presidente uscente Davide Zoggia incassa il risultato e passa al contrattacco.
Nella sede del suo comitato elettorale, nell’ex sede del Pci in piazza Ferretto, Zoggia si fa vedere soltanto a tarda sera. Per tutto il pomeriggio si è tenuto in collegamento con i suoi fedelissimi, Matteo Bellomo e Giuseppe Chaia, incollati al computer per seguire i dati che arrivavano molto lentamente dalla Prefettura. Per un paio d’ore la Zaccariotto è avanti di quasi 20 punti. Nello stato maggiore del Pd circola il panico. Una sconfitta al primo turno potrebbe essere diastrosa. Lentamente Zoggia risale. Man mano che arrivano i risultati dal comune di Venezia la forbice si restringe. Poi arriva la «botta» da Chioggia, Mira e la Riviera riequilibrano. Un’altalena da cardiopalmo. Alla fine il risultato si assesta. Zaccariotto avanti di sette punti, 30 mila voti più di Zoggia.
Ma la partita non è persa, gli dicono i suoi collaboratori. «Davide può farcela», lo conforta Massimo Cacciari. E il distacco può essere recuperato.
Zoggia, allora Lei si sente ancora in gioco.
«Altroché. Al ballottaggio la partita sarà completamente diversa, ne sono sicuro».
Ci sono 30 mila voti di differenza tra Lei e la sia avversaria. Se lo aspettava?
«Beh, vedendo i dati delle Europee di domenica sera poteva andare anche peggio. Ripeto, il voto per le provinciali ha risentito del fattore politico nazionale. Ma oggi è andata un po’ meglio».
In che senso?
«Parlo di numeri. C’è una piccola avanzata del centrosinistra rispetto alle Europee e invece c’è una flessione della destra, che ieri aveva il 50,1 per cento».
Come pensate di recuperare lo svantaggio?
«Parlando di programmi e non di politica, affrontando i problemi e le cose che interessano alla gente. Facendo capire che è necessario tornare a votare il 21».
Sono importanti anche le alleanze con gli altri candidati, a partire dall’Udc.
«Certamente. Siamo disponibili a confrontarci sulle questioni programmatiche con Ugo Bergamo e l’Udc, e con Vittorio Salvagno dei socialisti autonomisti. Ma ci incontreremo anche con Michele Boato. Ripeto, non per alleanze tattiche ma per parlare di programmi, di cose da fare insieme. Sono sicuro che troveremo un’intesa. Non mi pare che l’Udc abbia condiviso la politica della Lega».
Dunque il 21 giugno è possibile cambiare marcia.
«Ne sono sicuro. La partita sarà completamente diversa, ci sono in campo i candidati più che le forze politiche e i loro leader nazionali. Insomma, le nostre facce: bisogna parlare di cose concrete lasciando perdere gli slogan. Lo ripeto, sono pronto a confrontarmi da subito con la Zaccariotto sulle questioni programmatiche. Poi gli elettori decideranno».
Dalle urne è arrivata qualche sorpresa?
«Beh, dalle spiagge il dato è omogeneo, non molto buono. Anche a Chioggia abbiamo perso malamente. Credo che sia un voto che ha risentito molto della politica più che di ragioni amministrative. Stiamo valutando le contromisure da prendere. Ma abbiamo avuto anche buoni risultati. A Venezia il Pd resta il primo partito, Italia dei Valori sfiora il 10 per cento. Sono certo che il 21 giugno si giocherà una partita nuova».
Insomma non è andata malissimo.
«Direi di no. Soprattutto se guardiamo al disastro che c’è in giro per l’Italia».

Alberto Vitucci

Etichette:

5.6.09

Noi votiamo Davide Zoggia

la Nuova Venezia — 3 giugno 2009

«Io voto Zoggia», appello con 240 firme

Un appello con 240 firme della società civile veneziana per sostenere la rielezione a presidente della Provincia di Davide Zoggia, appoggiato da tutto il centrosinistra veneziano. A centrodestra invece ieri, brividi ieri pomeriggio per il tuffo tra gli squali della candidata di Pdl e Lega Nord, Francesca Zaccariotto. E’ andato tutto per il meglio.

In 240 pro Zoggia. Sono 240 i firmatari dell’appello al voto pro Zoggia. Molti i volti noti: Gino Strada, fondatore di Emergency; l’ex senatore Marino Cortese; il presidente della Lega Cooperative Fiorenzo Davanzo; il segretario della Cgil Sergio Chiloiro; l’imprenditore Roberto Magliocco; l’artista Luigi Gardenal e ancora il presidente di Actv Marcello Panettoni. E poi esponenti di associazioni sportive e di volontariato, docenti universitari, musicisti e professionisti. Una firma ciascuno, sotto lo slogan «Io scelgo il futuro», per sostenere il candidato del centrosinistra veneziano che ha come slogan «metto la faccia per il tuo futuro».

«Nel 2005 il nostro territorio è tornato ad essere il primo in ambito regionale per reddito procapite; la pagella ecologica di Legambiente ha indicato la nostra Provincia - si legge nel testo dell’appello - come una delle più attente a livello nazionale: tutti gli indicatori socioeconomici hanno segnato questa crescita e ne hanno attribuito il merito anche al ruolo di regia amministrativa esercitato dalla Provincia di Venezia. In questi anni la Provincia di Davide Zoggia ha saputo sostenere con determinazione la sfide della modernità portando tutte le componenti del nostro sistema territoriale ad essere protagoniste della crescita e dello sviluppo».

E in questo momento difficile, di crisi economica internazionale e di difficoltà sul fronte occupazione con la crisi della chimica a Porto Marghera e i contraccolpi per le famiglie, dicono i firmatari, «c’è ancora più bisogno di chi ha saputo governare le mutazioni e trasformare le differenze che sono presenti nel nostro territorio in una ricchezza e non in un limite o lacerazione sociale».

Il tuffo della Zaccariotto. «Meglio i pescecani veri di quelli che incontri in politica». Il candidato alla presidenza della Provincia di Venezia, Francesca Zaccariotto, ieri alle 16.05 si è immersa a Jesolo nella vasca dei voracissimi squali dello Zambesi allo Shark Expo di piazza Brescia. «Mamma, andiamo a casa», le ha detto il figlioletto Giulio, di 5 anni presente con il papà Giorgio Bonet. Ma lei era decisa. Ha indossato la muta e assieme all’esperto di squali Riccardo Sturla Avogadri che l’ha accompagnata nella vasca, si è tuffata pur non sapendo nuotare. Per la prima volta con maschera ed erogatore in bocca, ha dovuto prepararsi qualche minuto con Sturla e imparare a respirare con le bombole di ossigeno. Davanti alla vasca, terreo in volto, l’assessore jesolano Daniele Bison, suo amico, e esperto in rianimazione. E’ andato tutto bene e alla fine l’immersione è diventata una festa tra i curiosi e turisti che avevano acquistato il biglietto. Il ricavato degli incassi andrà infatti ai terremotati in Abruzzo. «Non avevo paura - ha scherzato la Zaccariotto- questi squali sono mangiatori di uomini, e io sono una donna. Dovrà aver paura qualche altro candidato». E infatti Davide Zoggia si tufferà nella stessa vasca domenica, quando andrà a votare nella sua Jesolo.

(ha collaborato Giovanni Cagnassi)

Etichette: ,

13.5.09

Davide Zoggia vs Zaccariotto: primo faccia a faccia

la Nuova di Venezia — 13 maggio 2009

Zaccariotto-Zoggia, primo duello

VENEZIA. Primo faccia a faccia, a 25 giorni dal voto, tra il presidente uscente della Provincia Davide Zoggia, candidato per il centrosinistra, e la sfidante Francesca Zaccariotto, sindaco di San Donà, candidata di Pdl e Lega. I contendenti hanno scelto la sede della Nuova per il loro primo confronto. Dibattito a tutto campo su sicurezza, lavoro, chimica, alleanze e città metropolitana. Appena si incontrano, abbracci e sorrisi. Ma durante quasi un’ora e mezza di domande e risposte i due candidati non si sono risparmiati frecciatine polemiche.
PELLICANI E VITUCCI

Zaccariotto: «Sicurezza, legalità e ronde»

Appena si incontrano, baci, abbracci e sorrisi. Frecciatine durante il dibattito. E alla fine, la promessa della sfidante: «Comunque vada, la mia prima telefonata sarà a lui». Dibattito serrato, quello che si è svolto ieri mattina nella sede della Nuova . Primo faccia a faccia, a 25 giorni dal voto, tra il presidente uscente della Provincia Davide Zoggia, candidato per il centrosinistra, e la sfidante Francesca Zaccariotto, sindaco di San Donà, candidata di Pdl e Lega. Vestito sportivo, giacca gialla e scarpe da ginnastica, la sindaca è un po’ più alta del suo avversario. «E sei fortunato che non ho messo i tacchi», scherza. Lucida e aggressiva lei, più prudente e ironico lui. Confronto a tutto campo su sicurezza, chimica, alleanze. Al confronto hanno partecipato il direttore Antonello Francica, i giornalisti Mitia Chiarin, Nicola Pellicani e Alberto Vitucci. Le prime tre cose che farebbe da presidente. ZACCARIOTTO. «Credo sia necessario che la Provincia si doti di un metodo di lavoro, che oggi non esiste e va costruito. E’ un obiettivo a lungo termine, ma necessario: la squadra va costruita come nelle aziende, non solo con i politici. Secondo punto, la provincia verde. Dobbiamo partecipare al bando della commissione europea per migliorare la qualità della vita delle persone nel territorio. Terzo, serve un piano coordinato della sicurezza, calato in tutte le realtà, a cominciare dai piccoli comuni. Infine, occorre un grande piano culturale-turistico. Venezia sarà la capitale della Cultura, la nostra provincia non può più avere un ruolo marginale». ZOGGIA. «Io voglio applicare il metodo della concretezza. Sento dire di tutti questi piani, che richiedono discussioni politiche infinite. Mi dispiace che Francesca dica che noi non abbiamo avuto metodo. Capisco che siamo in campagna alettorale, ma ricordo che il 70 per cento degli atti del Consiglio è stato votato anche dalle opposizioni. Venendo al concreto, ricordo che sulla sicurezza pur non avendo competenza diretta, la Provincia da me guidata ha avviato le cittadelle della Giustizia alle Vaschette, stanziando un milione e 300 mila euro per la nuova stazione dei carabinieri a Marghera. Abbiamo investito soldi anche per Jesolo, Portogruaro, non solo per comuni dove ci sono sindaci di centrosinistra. Per noi vale la regola di dare risposte a tutti i cittadini. Abbiamo dimostrato di lavorare concretamente anche sul piano dell’occupazione, investendo un milione di euro per contributi a chi è stato espulso dal mondo del lavoro. Poi sulla famiglia e sulla mobilità. Abbiamo inoltre collaborato affinché il Passante andasse avanti». ZACCARIOTTO. Ma non eravate contro il Passante? ZOGGIA. Il Passante nasce con il Piano provinciale del 1989. Certo ci sarebbe piaciuto che avessero fatto insieme all’autostrada anche le opere complemetari e il nuovo casello di Villabona. Era una delle condizioni per cui avevamo convinto i sindaco. Invece niente. Sul turismo cara Francesca ti ricordo che siamo la prima provincia italiana per presenze con 35 milioni di arrivi. E il giudizio di ospiti e operatori è di grande soddisfazione. Ma qui si tratta di coordinare, non certo di aggiungere competenze. Ce ne sono già troppe, e la nuova provincia potrebbe unificarle, avendo un rapporto diretto con il territorio. A proposito di risparmi e tagli, Berlusconi poteva risparmiare sul nuovo ministero del Turismo. Ma la signora Brambilla andava accontentata in qualche modo». Sicurezza. Il Questore Morselli ha citato pochi giorni fa uno studio per cui l’81 per cento dei veneziani si sente sicuro. Siete d’accordo? ZACCARIOTTO. E’ un falso problema. La percezione la si ha lavorando sul territorio con la gente. Sui clandestini rimpatriati in Libia, i sondaggi ci dicono che il 68 per cento dice che il governo ha fatto bene. La sensazione di ogni cittadino è di non sicurezza, bisogna unire i comuni più piccoli ai più grandi e aumentare il controllo del territorio». Se Lei sarà presidente farà le ronde anche nel territorio veneziano? ZACCARIOTTO. «Certo, nel senso di individuare persone disponibili in termini di volontariato a essere un punto di riferimento per i cittadini nelle loro strade. La sicurezza è un problema serio, la chiedono i cittadini. E finalmente se n’è accorta anche la sinistra, se il vicesindaco Vianello usa termini come tolleranza zero. Le cittadelle non bastano, perché le piccole realtà sono indifese». ZOGGIA. «Con i delinquenti non si può avere tolleranza. Ma noi ci siamo sostituiti alle negligenze del governo. Non è colpa nostra se i poliziotti non hanno la benzina e i soldi per fare le fotocopie perché voi li avete tagliati. Occorre la severità ma anche la consapevolezza che la nostra è una società multietnica e che i diritti di tutti devono essere rispettati. Il resto fa parte del folklore, vecchi arnesi della propaganda leghista come le ronde, le camicie verdi, annunci e poi fatti che non arrivano. Le cose non basta dirle, bisogna farle». ZACCARIOTTO. «Appunto. Mi sembra di vivere in un film. Allora perché a Venezia si sono mobilitate forze ingenti per combattere il commercio abusivo? Scusi, secondo lei il commercio abusivo e la sicurezza sono la stessa cosa? ZACCARIOTTO. «Certo, perché hanno in comune il terreno dell’illegalità».
***************

LUI

DAVIDE ZOGGIA
Nato a Venezia nel 1964, vive a Venezia, è sposato con Alessandra e ha due bambini, Piero e Chiara. E’ stato eletto consigliere comunale a Jesolo nel ’90, e dopo due anni è stato nominato sindaco. Entrato in Provincia come assessore al Turismo, al Personale e all’Informatica ha avviato il processo di certificazione di qualità delle imprese turistiche nell’area veneziana reperendo finanziamenti dell’Ue per oltre 76 miliardi di lire. Ha fatto nascere Poloest, il sito che oggi permette l’accesso a Internet ai Comuni, alle scuole e alle associazioni no profit dell’area veneziana. Successivamente ha ricoperto l’incarico di assessore ai Lavori pubblici con particolare attenzione agli istituti scolastici superiori. Nel 2004 è stato eletto presidente della Provincia di Venezia al primo turno. Oggi è componente dell’ufficio di presidenza dell’Upi (Unione delle province italiane) e responsabile nazionale del settore Trasporti. Appassionato di comunicazione e nuove tecnologie, ormai da tempo sono molte le pagine di Facebook collegate direttamente a lui. Inoltre cura, ormai dallo scorso autunno, un blog personale (www.davidezoggia.it) - che registra circa 100 contatti giornalieri - con il quale si confronta quotidianamente con i cittadini della provincia. E’ attivo, inoltre, un sito internet www.davidezoggiapresidente.com.

LEI

FRANCESCA ZACCARIOTTO
Nata il 10 marzo 1962 a San Donà di Piave, sindaco di San Donà di Piave dal 2003, riconfermata nel 2008. Vive con Giorgio e con Giulio, il loro bambino di 5 anni. Dopo aver conseguito il diploma di maturità magistrale ha proseguito la propria formazione professionale acquisendo il diploma universitario di assistente sociale e successivamente la Laurea in Scienze della Formazione presso l’Università di Trieste. Nell’ambito della formazione politica «in aula» vanta un Corso di perfezionamento per la dirigenza dell’ente locale presso l’Università Bocconi di Milano. Assistente sociale e funzionario ai Servizi sociali e pubblica istruzione al Comune di Jesolo è in aspettativa senza retribuzione dal 2003 quando è stata eletta sindaco di San Donà. Tra i suoi hobby ci sono i viaggi, soprattutto in camper. Zaccariotto è inoltre appassionata di fiori e di architettura dei giardini. Al sindaco di San Donà piace inoltre leggere; ultimamente legge soprattutto fiabe a suo figlio. La sua carriera politica comincia a metà degli anni Novanta. Dal 1994 iscritta alla Lega Nord, assessore alla Cultura del Comune di San Donà dal 1997. Dal 1998 capogruppo Lega Nord in consiglio comunale di San Donà. Nel 2003 è stata eletta sindaco di San Donà e riconfermata nella tornata elettorale successiva del 2008.

Etichette: ,

5.5.09

Provinciali: ben 21 liste e 7 candidati

CORRIERE DEL VENETO 5 maggio 2009

Verso le Provinciali Corre anche Salvagno, spunta la Democrazia Cristiana

Assalto a Ca’ Corner Sette candidati e 21 liste

Zoggia «batte» Zaccariotto otto a cinque


Massimiliano Cortivo



VENEZIA - Dietro la sfida tra Davide Zoggia e Francesca Zaccariotto ci sono 21 liste e altri cinque candidati che aspirano alla presidenza della Provincia. Più una lista e un candidato presidente sui generis, quello del movimento «Amo l’ltalia, non voto la Provincia» che parteciperà alla competizione solo ed esclusivamente per poter esprimere «disobbedienza civile» nei confronti dell'istituzione per la quale si andrà a votare i primi di giugno.

Per un elettore che vuole mantenere aperte tutte le porte possibili, non sarà facile mettere la classica croce sulla scheda. Alla faccia del bipolarismo, oltre a Zoggia e Zaccariotto potrebbero infatti (ovviamente in linea teorica) salire a Ca' Comer anche Ugo Bergamo, Vittorio Salvagno, Michele Boato, Andrea Camilli, e Stefano Doria. Nomi più o meno conosciuti che, a meno di sorprese, probabilmente sceglieranno poi chi appoggiare dei due big al secondo turno.

II record dei simboli accanto al proprio nome ce l'ha il candidato del centrosinistra Davide Zoggia. Sceso in campo per primo e ormai allenato al tour elettorale, per il prossimo mese verrà sostenuto dalle liste del Partito democratico, Italia dei Valori, Verdi, Rifondazione e Comunisti Italiani, Sinistra e Libertà, Partito Socialista, la Civica del presidente e quella dei consumatori in via di definizione. Se Davide Zoggia e il centrosinistra toccano quota 8, Francesca Zaccariotto e il centrodestra si fermano a quota 5. Dal punto di vista numerico a guidare il sostegno ci saranno il Popolo della Libertà e la Lega Nord, non a caso per il momento gli unici due simboli sui manifesti elettorali. Ma nella prossima campagna di affissione accanto al sorriso della Zaccariotto dovrebbero entrare anche i simboli degli Amici Popolari-Movimento Popolare Veneto (Paolino D’Anna e Francesco Piccolo) e delle due civiche che stanno per essere ultimate in extremis. Ossia «Territorio e Società» (da mesi etichettata come la Civica del Carroccio) della quale farebbe parte tra i primi firmatari Enzo Cucciniello, e la Civica del presidente alla quale mancano solo cinque o sei tasselli tra Mestre e Venezia per completare la lista.

L'altro candidato alla presidenza che ha tallonato Zoggia (e anticipato Zaccariotto) nella campagna di comunicazione è l'ex sindaco di Venezia Ugo Bergamo. «Di loro ti puoi fidare» dicono i manifesti accanto al simbolo dell'Unione di Centro. E di lui sembrano già fidarsi due movimenti, oltre ovviamente all'Udc. Due movimenti che hanno deciso di presentare liste proprie: la Liga Veneta Repubblica di Giorgio Bazzi e il Partito Liberale Italiano di Michele Scibelli.

Autonomia anche per una parte del Partito Socialista che nel recente congresso provinciale non ha sposato la linea di maggioranza e sta valutando di correre da sola appoggiando il candidato Vittorio Salvagno: «Ci chiameremo Democratici Autonomisti Socialisti» dice Mario Bonaventura. E Salvagno aggiunge: «Se ci presenteremo non staremo né con la sinistra e né con la destra. Nemmeno al secondo turno». Con loro anche la lista del Progetto Nord Est.

Tra gli ambientalisti l'alternativa ai Verdi sarà la lista «Per il bene comune» guidata da Michele Boato, mentre anche La Destra sarà rappresentata nella corsa a Ca' Corner con il candidato Andrea Camilli (otto anni alla segreteria provinciale del Fronte della Gioventù).

Infine il centro. Gli scudi crociati non saranno solo quelli dell'Udc e del Movimento Popolare Veneto di Piccolo. A tentare l'elettorato democratico e cristiano c'è infatti anche la Democrazia Cristiana di Angelo Sandri: «Alla presidenza della Provincia di Venezia candidiamo il chioggiotto Stefano Doria - dice il segretario nazionale - e in lista potrebbero esserci esponenti delle Autonomie di Lombardo». Con cui corrono già appaiati alle Europee assieme ai Pensionati, all'Adc di Pionati e alla Destra di Storace (oggi, per la cronaca, all'hotel Ambasciatori di Mestre).

Etichette: , ,

3.5.09

Davide Zoggia: presentazione dei 32 candidati. I primi commenti a Mira.

Il Gazzettino Domenica 3 Maggio 2009

VERSO LE ELEZIONI
«Qui si vince», Zoggia
presenta la lista del Pd
Sindaci, amministratori pubblici e consiglieri uscenti con alcuni candidati «under 25» in corsa

Il Pd ha scelto i 32 condottieri che appoggeranno la causa di Davide Zoggia nella corsa alle elezioni provinciali del prossimo 7 giugno. A Oriago, ieri sera, durante la presentazione dei due candidati consiglieri miresi, Guerrino Palmarini e Renato Martin, l’attuale presidente della Provincia, agli occhi del sindaco Michele Carpinetti, ha colto l’occasione per suonare la carica in quella che, da sempre, è una roccaforte storica del centrosinistra. «Qui si vince – ha dichiarato sicuro Zoggia – Mira ha dato un contributo importante in questi anni e continuerà a darlo». E non potrebbe essere altrimenti: nella passata legislatura, infatti, la città rivierasca ha portato in Provincia tre consiglieri e un assessore.
Zoggia si toglie qualche sassolino dalla scarpa parlando del suo avversario, Francesca Zaccariotto. «Io voglio essere un sindaco metropolitano e non un sindaco che vuol fare il presidente della Provincia. Bisogna coordinare amministrazioni di tutti i colori: questo ente locale può essere utile e forte solo se farà il proprio mestiere in maniera meno politicizzata possibile».
Franca Donaggio, senatrice del Pd, punta il dito su chi in questi anni ha remato contro, su tutti l’ex sindaco Roberto Marcato e Paolino D’Anna, passato dall’altra parte della barricata e candidato tra le fila della costola cristiano democratica del Pdl, il Movimento popolare veneto. «Sarà una campagna elettorale difficile – ammette la parlamentare – ma se condurremo la partita come abbiamo fatto alle amministrative e alle politiche porteremo a casa un ottimo risultato».
Soddisfatto per la scelta dei trentasei candidati il coordinatore provinciale del Pd Gabriele Scaramuzza. «Abbiamo scelto un gruppo che avesse la giusta chimica di squadra. Personalità significative e un blocco di under 35 che porterà freschezza e novità. Fiducia, anche, ai candidati uscenti che in questi cinque anni hanno fatto un ottimo lavoro».
Questi i nomi dei candidati - fra i quali sindaci e amministratori pubblici- del Pd nei vari collegi:
1. Massimiliano Mazzetto (Campolongo),
2. Mario Baradel (Caorle),
3. Sante Forzan (Cavarzere),
4. Cristian Boscolo Papo (Chioggia)
5. Mauro Boscolo Bisto (Chioggia),
6. Clara Salviato (Dolo),
7. Graziano Vidali (Eraclea),
8. Pietro Rugolotto (Jesolo),
9. Paolo Gatto (Martellago),
10. Guerrino Palmarini (Mira)
11. Renato Martin (Mira),
12. Mariarosa Pavanello (Mirano),
13. Lietta Smajato (Noventa),
14. Giorgio Barro (Portogruaro),
15. Francesca Zottis (San Donà),
16. Bruno Panegai (San Michele),
17. Denis Zinelli (S. Maria di Sala),
18. Luigino Moro (San Stino),
19. Enrico Scotton (Scorzè),
20. Stefania Busatta (Spinea),
21. Maria Grazia Madricardo (San Marco e Cannaregio),
22. Serena Ragno (Castello),
23. Elisabetta Populin (Dorsoduro),
24. Renato Omacini (Lido),
25. Claudio Orazio (Murano),
26. Lionello Pellizzer (Favaro),
27. Andrea Ferrazzi (Bissuola e San Giuliano),
28. Diego Vianello (Carpenedo e Terraglio),
29. Laura Di Benedetto (Parco Ponci e Piave),
30. Savino Balzano (Zelarino),
31. Loredana Serafini (Chirignago),
32. Carmine Montefusco (Marghera).

Davide Tamiello

Etichette: ,

25.4.09

Davide Zoggia "ci mette la faccia": la campagna elettorale alla fase finale

la Nuova di Venezia — 25 aprile 2009
«La mia candidatura è della gente» Zoggia punta su lavoro e sicurezza

MESTRE. Dieci assemblee pubbliche per le primarie delle idee, altri dieci incontri per presentare il bilancio di fine mandato. Duemila mail ricevute, quattromila persone incontrate. Il candidato alla presidenza per il centrosinistra Davide Zoggia, deciso a succedere a se stesso, ingrana la marcia e si prepara dalla prossima settimana a incontrare i cittadini, le associazioni, i movimenti nei 44 Comuni della Provincia con una serie di assemblee ma anche appuntamenti di incontro nei mercati.
Lo slogan è «Per il tuo futuro io ci metto la faccia», che campeggia su un opuscolo che sarà distribuito nei vari incontri previsti, analizzando i tre punti cardine del futuro programma di governo della Provincia. A questi incontri si affiancano una lunga serie di dibattiti pubblici nei vari centri della Provincia.
Lunedì si comincia a Mirano, poi Zoggia sarà martedì a Cona, mercoledì prossimo invece sarà a Mestre, giovedì a Noale e venerdì a Burano.
«Dobbiamo rimettere al centro le cose da fare in un momento così difficile per la nostra Provincia. La mia è la candidatura della gente, non è frutto di accordi di segreteria determinati a Padova o Roma e a breve presenteremo anche il programma di mandato. Al primo posto c’è il tema del lavoro e delle risposte da dare non solo alle imprese per tornare all’eccellenza produttiva ma anche a chi rischia oggi: donne, giovani, persone over 45 che hanno perso il posto di lavoro».
E prosegue, con un chiaro riferimento all’avversaria del centrodestra: «A Marghera c’è gente disperata che piange, ai fiori pensiamo dopo, prima vengono i problemi reali della gente, il confronto deve essere sulla realtà». E poi c’è il tema della sicurezza: «Che non si affronta con le ronde ma investendo denaro nelle cittadelle della sicurezza, dando risposte concrete alle necessità delle forze dell’ordine».
Zoggia elenca i risultati della sua amministrazione uscente per realizzare caserme e commissariati a Jesolo, Portogruaro e a Marghera e conferma l’impegno a realizzare una cittadella di carabinieri e finanza, compresi vigili del fuoco e protezione civile a cavallo tra Riviera del Brenta e Miranese. Al terzo posto delle priorità, dice Zoggia, c’è la mobilità: ovvero gli interventi sul metrò regionale, sul tram, sullo sviluppo dell’aeroporto di Tessera.
E non lesina una frecciatina all’avversaria, convinta di poter fare bene il sindaco e pure il presidente di Provincia. Zoggia ha raccolto attorno a sé il Pd, il partito socialista, i Verdi, l’Italia dei valori, Rifondazione, Comunisti italiani, Sinistra per Venezia e la civica. Ma non basta: una nuova lista civica di appoggio potrebbe essere quella dei consumatori che fa capo a Franco Conte (Codacons) e Marco Zabotti.
(m.ch.)

Etichette: ,

11.4.09

Davide Zoggia "ci mette la faccia"

la Nuova Venezia — 10 aprile 2009
«Una coalizione che sa amministrare»

«Per il tuo futuro io ci metto la faccia». Questo lo slogan accanto al volto sorridente (e c’è anche qualche ruga, nota l’interessato) di Davide Zoggia, ri-candidato alla presidenza della Provincia. I poster 6x3 da martedì prossimo tappezzeranno i 44 Comuni del veneziano; lo slogan e il sunto del bilancio dei suoi primi cinque anni di amministrazione saranno ripetuti tra una canzone e l’altra nelle radio locali.

Al suo fianco, nella sede del Pd, in piazza Ferretto (sede elettorale di qui al 6-7 giugno) c’erano ieri anche i responsabili dei partiti e liste civiche che lo sostengono: dall’onorevole Rodolfo Viola (Pd), da Gianluigi Naletto e Fabio Zaccarin (lista civica) ad Alessandro Sabiucciu e Giorgio Muccio (Sinistra per Venezia) a Nicola Funari (Italia dei valori) e Andrea Follini (Partito socialista).

Zoggia presenta il gruppo che lo appoggia come «coalizione non difensiva, ma con una chiara visione del futuro comune». Un esempio per tutti: «Sull’Alta Capacità in Piemonte ci si divide, qui si discute su come farla, dove passerà, come coinvolgere i territori interessati». Trovare punti di mediazione. Lottare tutti insieme, perchè «si vince solo se ci sono tante persone che mettono la loro disponibilità al tuo servizio». Queste alcune profonde convinzioni del candidato del centro-sinistra.

Zoggia si rivolge però anche a chi non si riconosce nello stesso schieramento. E ricordando che «per Comuni e Provincia è più importante il progetto amministrativo che quello politico in senso stretto» tende la mano anche agli elettori del centrodestra.

Se il Pdl gli contrapporrà Francesca Zaccariotto o Sandro Boscolo Todaro a lui poco importa. «Rispetto entrambi, ma il modo in cui sono arrivati o non sono ancora arrivati a decidere questa candidatura - dice Zoggia - testimonia la debolezza nell’approccio, lo scarso amore verso questo ente e questa città. Un capoluogo di regione, fulcro della città metropolitana che, però, per il Pdl viene dopo Padova nella scelta delle candidature».

Alla Zaccariotto che vorrebbe continuare a fare il sindaco, però, Zoggia ricorda che «fare il Presidente della provincia basta e avanza se uno non vuole avere problemi fisici e mentali»

Quanto ai temi sui quali dovrà caratterizzarsi la prossima legislatura Zoggia non ha dubbi: «Il mondo delle imprese e delle famiglie: a questi dobbiamo dare risposte». Sulla riconversione di Porto Marghera serve «un approccio concreto, non astratte dichiarazioni». «Chiudere la chimica non è accettabile, ma la trasformazione va fatta assieme alle forze sociali e alle istituzioni - dice Zoggia - Il Vallone Moranzani dimostra che le bonifiche si possono fare».

E se per farle serve un commissario «ben venga il commissario. Vernizzi e Casarin, pur espressione della Regione (centro destra, ndr), sono persone con cui ci si può sedere al tavolo e discutere».

(Massimo Scattolin)

Etichette:

1.2.09

Davide Zoggia: al via le Primarie, ma delle Idee

la Nuova Venezia — 1 febbraio 2009
Zoggia lancia le primarie delle idee

Accettare la sfida di un confronto vero. Raccogliere le idee e le istanze che provengono dal territorio per recepirle, totalmente o in parte, nel programma elettorale. Incontrare ora, nel mese di febbraio, i potenziali elettori e reincontrarli ad aprile (in occasione della grande convention a cui parteciperanno anche le parti sociali e i referenti del mondo dell’associazionismo) per rinsaldare il patto in vista delle elezioni di giugno.
Questo l’obiettivo delle «primarie delle idee» presentato ieri - al Calice di piazza Ferretto - da Davide Zoggia, presidente della Provincia candidato dal centrosinistra a succedere a se stesso.
«Non vogliamo chiuderci all’interno degli uffici, cedere ai tatticismi come sembra stiano facendo altri - spiega Zoggia - Abbiamo accettato la sfida di un confronto vero con i nostri elettori.
Nel mese di febbraio saremo sul territorio per presentarci ai cittadini e raccogliere le istanze concrete (il 9 a Jesolo, l’ 11 a Venezia, il 13 a Mirano, il 16 a Mira, il 18 a Portogruaro, il 20 a San Donà, il 23 a Chioggia, il 25 a Mestre, ndr).
Ad aprile ci torneremo, dopo aver esaminato tutte le proposte e aver recepito nel nostro programma quanto di buono ci sarà proposto».
Si vota per rinnovare l’amministrazione provinciale. Zoggia è consapevole che, però, la Provincia come la conosciamo oggi ha i mesi contati. «Noi ci candidiamo a proseguire un percorso cominciato cinque anni fa perchè siamo convinti di aver fatto bene - spiega Zoggia - E il fatto che il 70 per cento dei provvedimenti del Consiglio sia stato votato anche dall’opposizione conferma questa convinzione. Ma ovviamente la Provincia come fulcro della nuova città metropolitana avrà un nuovo ruolo. Noi abbiamo sempre lavorato per tenere insieme il territorio, al di là delle appartenenze politiche. Nel segno del pragmatismo».
Tanto per citare le ultime battaglie «il caso della terza corsia, dove la Regione è stata costretta, su nostra sollecitazione, a convocare tutti i sindaci coinvolti. Ricordo l’accordo, 5 anni fa, sull’ arretramento del casello di Villabona prima che si aprisse il Passante: non si può fingere di dimenticare i patti siglati. Ecco, questo ruolo di coordinamento è quello che la nuova Provincia dovrà garantire in misura sempre maggiore».
La Città metropolitana, nei fatti, è già realtà. «Con Treviso ci siamo già confrontati su rifiuti, ambiente, trasporti, urbanistica e infrastrutture - ricorda Zoggia - Ed è ovvio che, a differenza di quanto dice Galan, non tutto il Veneto è area metropolitana. L’asse portante per noi è Venezia-Treviso-Padova».
Confronto e contatto, dunque. Quelli «virtuali» sono già molti: 3-400 contatti settimanali sono garantiti dal blog personale di Zoggia; 1.300 gli amici/contatti su Facebook, il social network più diffuso in Italia. Ma non basta. Internet non può bastare, tanto più che qui da noi, a differenza che negli Usa, non serve per raccogliere fondi.
Ci sarà anche la campagna elettorale «vecchio stile», sul territorio. Sono già partite le lettere con cui i responsabili dei vari circoli inviteranno i potenziali candidati a mettersi in lista. In linea di massima chi ha ricoperto (bene) un solo mandato sarà ricandidato. Nel segno delle «primarie delle idee», però, saranno recepiti anche i suggerimenti dal basso. Il coinvolgimento della base sarà garantito da un lato attraverso la segnalazione di possibili candidati, dall’altro attraverso la compartecipazione alla scrittura del programma.
- Massimo Scattolin

Etichette: ,

30.12.08

Antonino Stinà: alle provinciali spazio ai giovani nel PD

la Nuova Venezia — 29 dicembre 2008
Pd, è arrivato il momento di ripartire Si può fare dal basso, e da Venezia

Gentile Davide Zoggia, da qualche settimana sei ufficialmente il candidato alla presidenza della nostra Provincia per il centro sinistra. E’una bella sfida, che comporta l’assunzione di moltissime responsabilità.
Il momento non è tra i più felici. L’economia globale attraversa una profonda crisi che ormai tocca da vicino anche i cittadini e le imprese veneziane. Il nostro partito, il Pd, versa in molteplici difficoltà che sarebbe ingiusto e sbagliato negare, ingiusto e sbagliato attribuire a soggetti esterni. I nodi che stanno venendo al pettine dobbiamo scioglierli al meglio e velocemente se vogliamo, e lo vogliamo, difendere questo nuovo soggetto.
Il Pd deve darsi al più presto un’identità che ne giustifichi l’esistenza. Credo che l’identità di un soggetto politico, di un’organizzazione politica che vorremmo essere «di massa», non si costruisca, soltanto, con il pragmatismo, che rischia di sconfinare nel cinismo, della buona amministrazione. Ritengo serva uno sforzo per recuperare l’utopia necessaria all’elaborazione di un’idea di società, capace di mettere in moto le energie positive dei cittadini del nostro Paese e della nostra provincia.
Un progetto di società poi si sostanzia nelle persone che si mobiliteranno per realizzarla. Un partito che vuole essere autenticamente federale non aspetta che venga data la linea nel corso delle direzioni, o peggio dei caminetti, di Roma. Un partito federale si mobilita dal basso; coinvolge nei diversi territori i propri militanti: per elaborare le idee e per realizzarle.
Per questo motivo Davide, hai una grande chance. Approfitta, insieme ai militanti del Pd e degli altri partiti della coalizione di centro sinistra, di questa campagna elettorale per offrire le idee che da Venezia possono venire per accompagnare il nostro Paese fuori dalle sacche della crisi. Dai il contributo al rinnovo della classe dirigente del Pd di cui tutti ormai parlano ma che pochi praticano. L’accesso alle stanze dei bottoni della politica, almeno la prima volta avviene per cooptazione. Lo sapevano bene i grandi partiti popolari del secolo scorso che erano capaci di muovere le preferenze per consentire l’elezione delle persone più meritevoli.
Il meccanismo elettorale per l’amministrazione provinciale può esserti di grande aiuto. Gli elettori dovranno esprimere la preferenza solo per la forza politica che intendono sostenere. C’è la grande possibilità di assumere decisioni drastiche a priori, che vadano anche oltre gli statuti del nostro partito.
Candidiamo in ogni collegio persone giovani davvero, rigorosamente sotto i 40 anni (mi auto escludo avendoli ormai compiuti), scegliendoli tra coloro che nei territori si sono fino ad ora spesi per il bene comune, a servizio degli altri, e della comunità, a 360 gradi, non solo per alcuni segmenti di proprio interesse. Contattiamoli nelle associazioni di volontariato, nelle associazioni sportive, nelle parrocchie, nelle associazioni giovanili. Alcuni di questi già sono vicini a noi.
Nella formazione della tua giunta, oltre ad adempiere ai dettami statutari che pongono il limite dei due mandati agli assessori (valgono anche quelli svolti sotto altre bandiere, che nessuno faccia il furbo, che poi le furbate di pochi le paghiamo tutti) rispetta questo criterio: solo assessori under 40. Abbi il coraggio di osare. Gli elettori lo premieranno. Avrai con te una squadra di amministratori giovani, motivati, presenti nel territorio, che ti aiuteranno a governare al meglio la nostra provincia e che avranno la chance di diventare la nuova classe dirigente del nostro partito.
Antonino Stinà
* componente Assemblea provinciale del Pd

Etichette: ,

14.12.08

Davide Zoggia: al via la campagna elettorale -intanto, apre il blog

La Nuova Venezia, domenica 14 dicembre 2008
Effetto buongoverno
Elezioni: sfida per la Provincia
Alberto Viticci

Da ente inutile a test quasi decisivo per la politica veneziana. Con sei mesi di anticipo parte la campagna per la conquista di Ca’ Corner, sede della Provincia. Il centrosinistra governa qui da 3 lustri, prima con Luigino Busatto, poi con Davide Zoggia.
Per la prima volta la corsa del candidato del centrosinistra non è affatto scontata. Nel giugno del 2004 l’allora quarantenne Davide Zoggia, ex sindaco di Jesolo e vicepresidente della giunta uscente, la spuntò al primo turno. Un buon successo anche personale, con 237 mila voti (il 50,5 per cento) contro il 32,3 del suo avversario, il consigliere regionale di Forza Italia Carlo Alberto Tesserin. Ma allora la Lega era andata da sola, arrivando a un buon 8 per cento con Giovanni Anci. E il clima a Venezia era molto diverso.
Alle ultime Politiche di primavera l’avanzata di Berlusconi e del Pdl si è fatta sentire anche nel Veneziano, con un cambio di amministrazione in molti importanti comuni della provincia a cominciare da Chioggia e Mirano. E il patto tra Lega e Pdl stavolta sembra funzionare. Il centrodestra non ha ancora sciolto le ultime riserve, ma pare ormai scontata la candidatura di Mario Dalla Tor, segretario provinciale di Forza Italia e consigliere di amministrazione Actv. Basterà alla destra per realizzare il sogno del ribaltone?
Il presidente uscente ostenta ottimismo. I sondaggi nazionali danno i partiti della coalizione che lo sostiene sotto di circa un punto rispetto al centrodestra. L’effetto candidato e la vicinanza al territorio, dicono i sostenitori di Zoggia, può fare facilmente la differenza, insieme all’apporto delle nuove liste civiche. Presto per fare conti.
Ma Zoggia conta molto sull’effetto «buongoverno», le cose fatte dalla sua amministrazione negli ultimi anni. E nella coalizione che a differenza del resto d’Italia - e anche della città capoluogo, dove Rifondazione e Italia dei Valori sono all’opposizione - va d’amore e d’accordo. Il Pd non è ancora un partito strutturato, e sconta divisioni e incertezze. Ma sul treno di Zoggia ci sono gli alleati di sempre, dai Verdi a Rifondazione e al Pdci, lo Sdi e Italia dei Valori.
Zoggia intanto ha già messo in piedi un suo blog. Politica ma non solo, filmati su you tube con il presidente al lavoro, solidarietà, commenti sui fatti del mondo.
Su Ca’ Corner, ente che fino a qualche mese fa qualcuno voleva abolire, il centrosinistra si gioca molto più di una Provincia. E fa la prova generale per le Comunali del 2010.

Etichette: ,